







Bianco
Monumento Memoriale
Architettura e Scultura
Complementari? Supplementari?
Sinergia o competitività?
Gradi di parentela o estraneità?
Interessante e necessario uno studio su questo grado di parentela
Il monumento-memoriale è un monumento capace di rendere
perenne, almeno il più a lungo possibile, la memoria di eventi e
personaggi che non devono essere dimenticati.
La mia domanda: per ricordare occorre il monumento? se
sì, il monumento è il luogo della memoria o il simbolo?
oppure una situazione? oppure un segnale? E poi il rapporto tra il
monumento e la stessa memoria di se stesso? Possiamo mettere in dubbio
delle necessità del monumento ma non della memoria.
Allora prendiamo in considerazione la possibilità di
ricordare senza il monumento.
Sappiamo che ci sono altri mezzi per non dimenticare, le foto,
le riprese video e filmiche, le parole scritte, i libri e le poesie,
gli archivi, le biblioteche, il catasto, i documenti.
Però tutti questi strumenti conservano la memoria ma non
la condividono con un pubblico e in un paesaggio.
Il monumento sembra risolvere la richiesta di condivisione della
memoria in un luogo condiviso, pubblico.
Annotazioni
Allora si pensa al luogo adatto a ricevere un pubblico che possa
in quel luogo recepire, ascoltare, emozionarsi e ricordare. È il
luogo prima del monumento. Oppure è il luogo invece del
monumento. Ma perché non il monumento, che oltretutto ha
già una relazione e presenza nei secoli con la società
che non vuole (deve?) dimenticare?
Forse perché il rapporto col monumento è una
relazione statica contemplativa che non assomiglia più alla
dinamica della vita contemporanea. Il rapporto con il ricordo non pare
sincero, autentico nella contemplazione di un oggetto/monumento che
rappresenta il passato, la storia che fu. Il monumento presenta
più se stesso che la memoria per cui è stato concepito.
Tradisce.
Tutte le considerazioni precedenti portano a proporre non il
monumento “protagonista” della memoria ma la memoria stessa
in un luogo preparato, pensato, inventato “caricato” a
diventare protagonista. Preparare un luogo capace di emozionare e far
ricordare ma in maniera partecipativa diretta, dinamica camminando,
vivendo nel luogo “magico” per sentire riaffiorare dal
profondo la memoria.
Il monumento è un oggetto che può far memoria in
diversi luoghi, piazze, città diverse. Il luogo non si muove ed
è solo lì ove è. Sembra quindi che il monumento
abbia un gran vantaggio sul luogo e ce l’ha, ma a scapito
dell’esperienza memoriale: lui diventa la fisionomia stessa della
memoria, la cosa da piazzare per contemplare e semmai ricordare altro,
con le sembianze riassuntive o simboliche di una memoria, stabilendo un
rapporto di distanza, di rispetto: sovrumano.
Pensieri
Ma la memoria è emozione umana, è un modo di
provare ancora sentimenti di accadimenti, persone, storia del passato e
sentirle di nuovo vive e vicino a noi per emozionarci.
Non il sovrumano, il monumento sui piedistalli in alto,
lassù, di cui spesso non si sa nulla, ma noi qua, a terra, in un
luogo pensato per far emergere mentre passeggiamo le emozioni del
ricordo, mentre una siepe, un fiore, un sasso, un frutto, una terra,
che sale un po’ e poi scende un po’, e un po’ di
ghiaia, una sabbia e l’erba, un orizzonte che un po’
cambia, l’albero e un ceppo, un filo che scende e un colore nel
fango, qualche luce e un buio in un fosso, una linea d’acqua che
saltella e suona, chiacchiera e si pensa e sente.
Insomma: il non-monumento è un paesaggio in cui fare
esperienza muovendo, passeggiando, azzerando il presente per essere
raggiunto dal ricordo, la memoria, indimenticabile.
Alcune ipotesi sul paesaggio per la memoria: modellare un
percorso, favorire il benessere dell’esperienza emotiva, del
ricordo con fiori, colori, suoni, luci, sassolini, sabbia rami e radici
Il chiacchiericcio di un ruscello e di una fontanella, una
seduta comoda alla meditazione, tanti luoghi, piccoli, a misura
d’uomo per sostare…
Innumerevoli le possibilità per realizzare questo
paesaggio meditativo. Non un parco e non solo un giardino: un luogo
studiato con l’artista e l’architetto e lo psicologo!
Un luogo di pace interiore, di astrazione dal rumore delle
attività metropolitane, un luogo a misura d’uomo: la
memoria è per i vivi!
Segni
Alcune mie osservazioni sul Memoriale.
La necessità di ripensare il cosiddetto monumento
memoriale.
Il monumento memoriale spesso ricorda più se stesso che
la memoria per cui è stato costruito. La preoccupazione
dell’architetto e dello scultore sembra sovente rivolta a una
presenza piuttosto estetica invece che etica.
Ricordare un evento, un personaggio, un’epoca, una
tragedia, una vittoria è sempre un’esperienza emotiva, un
flusso di sentimenti e pensieri che riaffiorano nel nostro profondo
proprio grazie alla forza suggestiva e del momento nostro e del luogo
in cui siamo. Occorre quindi che il cosiddetto MM non si proponga come
effetto estetico protagonista ma come una presenza capace di favorire
il riaffiorare del ricordo.
Il mio MM non è un oggetto ma un luogo, immaginato,
pensato, misurato, trasformato, capace di favorire la concentrazione,
l’emozione, l’autenticità. In quelle condizioni
possiamo vivere il ricordo avvicinarsi alla memoria in una sincera,
autentica partecipazione.
Zero
Per esaurire un argomento come questo: memoria e monumento
occorre una vita, così non ricopio questi appunti, non
c’è tempo per belle copie né per
conclusioni… La Vita è un tempo imprevedibile e non si
può passarla senza consapevolezza del limite.
Cara Gentucca, avrei voluto ma non ho saputo, ma sappi che a una
provocante occasione metterei tutto il mio impegno per sviluppare il
luogo per meglio non dimenticare.
Con stima e affetto.
Paolo Icaro
Appunti sul “monumento memoriale”
Se è la memoria (di eventi, personaggi, fatti storici rilevanti, per la vicenda dell’umanità), che vogliamo fermare e confermare e consolidare per non dimenticare, allora mi soffermerei in primis sulla memoria e poi, in un secondo momento, mi interrogherei sui modi atti opportuni necessari per conservarla ed, eventualmente, celebrarla. La memoria è presente nella nostra vita quotidiana in modalità volontaria e involontaria. Mi soffermo soltanto sulla memoria volontaria, lasciando quella involontaria allo studioso della psiche umana. Quella volontaria la usiamo costantemente per poter funzionare con sufficiente consapevolezza, decidendo il susseguirsi logico delle nostre azioni. Quando ci dimentichiamo perché siamo andati ad aprire il frigorifero facciamo uno sforzo per ricordare che era per prendere questo e quello, ci sforziamo di ricordare, come quando si incontra chi dice di conoscerti e tu ti devi sforzare, non sempre con successo, di ricordare nome cognome e addirittura l’occasione, per riuscire a corrispondere il saluto. Dobbiamo fare uno sforzo per ricordare. Ma anche per non dimenticare dobbiamo fare uno sforzo. Se nella frugalità quotidiana si tratta spesso di non dimenticare un acquisto o un appuntamento o un pagamento, nella continuità delle vicende lontane o addirittura remote e storiche ecco che lo sforzo per non dimenticare è molto diverso e molto complesso. In questo sforzo confluiscono la cultura come conoscenza dei fatti circostanze condizioni sociali politiche economiche, insieme all’ambiente e all’educazione, ai concetti e preconcetti individuali, di ogni persona che non vuole dimenticare anzi che sente che deve ricordare. Questo sentimento potremmo chiamarlo coscienza storica, e quindi una consapevolezza non solo individuale ma collettiva che necessita, per non dimenticare, un testimone collettivo pubblico, forte e penetrante nella risalita dal tempo passato al presente: come tirar su da un pozzo profondo decine o centinaia o migliaia di anni, un secchiello colmo di storia e storie della nostra umanità. Questo potrebbe essere l’inizio di un pensiero memoriale.
Un possibile progetto di un luogo memoriale lo immagino prima all’aperto, idea di sentiero sentimentale, stretto, per una persona, che cammina a spirale verso il centro, yin-yang, che faciliti la concentrazione in sé stessi, che permetta al ricordo di diventare emozione. Molteplici le soluzioni per disegnare e delimitare la spirale: dipenderà dal terreno, dall’area, dall’ambiente circostante, tutto in relazione alla natura del ricordo, tutto per permettere l’affioramento emozionante di ciò per cui stiamo camminando, da soli, sul sentiero a spirale...
Un altro sentiero, un disegno sempre dettato dalle varie circostanze in parte già elencate, potrebbe essere a clessidra orizzontale: una convergenza, come vista dall’alto, sino a un punto “critico”, dove l’emozione del ricordo si invera nell’IO. Oltre, il sentiero pian piano si apre e ci riporta allo scorrere della vita presente, si emerge dal profondo pozzo del passato.
Ora devo precisare che per me un sentiero è nell’immediato soltanto una linea ma nel paesaggio reale naturale diventa una dimensione fisica materiale, misure, proporzioni e anche la stessa memoria del luogo dell’ipotetico sentiero fa differenza. Passare dall’idea iniziale all’attuazione fisica, ovviamente, si considerano tanti elementi che entrano in gioco a volte come ostacoli altre volte come vantaggiosi suggerimenti. La progettazione esecutiva tiene conto di tutti gli elementi ed è sempre passiva di varianti, ritenendo sempre come guida la struttura interiore spirituale originaria.
In ultimo, e non per concludere, un luogo in cui si realizzino le condizioni propizie alla concentrazione per favorire il ricordo, sia una pagina di storia o un prestigioso personaggio, può essere un modo di pensare a non un monumento, ma a un luogo memoriale, ove passeggiare, sostare, riflettere e incontrare sé stessi nel silenzio e ringraziare la memoria per le emozioni che ci offre al pensiero del passato.
Paolo Icaro
Post-scriptum:
Rileggendo (arrossendo anche un po') ho sentito che la mia proposta visione del luogo memoriale dovrebbe colorarsi di felicità : un'esperienza di arricchimento esistenziale, rintracciare il ricordo è vitale nutrimento, è una gioia ecologica. Esagerando per maggior chiarezza immagino un parco giochi dell'anima, non popolato di simboli ma di stimoli, etc. etc. , non una visita cimiteriale!!!!!!!!