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Albiero

Una lezione di architettura di Franco Purini

Nelle scuole di architettura attente a processi e metodi scientifici, raramente si arriva a discutere le questioni fondative e generative della forma. Quasi fosse possibile insegnare l’architettura senza menzionare il linguaggio, la grammatica, la sintassi e ancora meno la poetica, tralasciando quindi le materie che, nel distinguere l’Architettura dall’edilizia, ne fanno un’Arte. L’interrogazione sulle ragioni e le modalità che contraddistinguono il problema della composizione architettonica alla sua radice è, in questo contesto, una operazione di controtendenza, che trova nell’opera di Franco Purini una densa e personale risposta, fortemente protesa alla trasmissibilità del fare architettura. Indagare il come, oltre al perché, addentrandosi nei misteriosi territori dell’invenzione con gli strumenti della ragione, è una scelta di campo necessaria affinchè il processo compositivo sia trasmissibile.

Con questo obiettivo manifesto, il linguaggio dell’architetto e la sua genesi sono i temi posti al centro del volume curato da Roberta Albiero: L’invenzione di un linguaggio. Franco Purini e il tema dell’origine 1964- 1976.

Il libro raccoglie e sviluppa la testimonianza dell’omonima mostra allestita presso la sede Iuav dei Tolentini nel 2019, per celebrare la donazione dell’archivio Purini Thermes all’Iuav Archivio Progetti. Esporre gli impressionanti disegni di un giovanissimo Franco Purini – compresi nell’arco di tempo fra l’elaborazione del suo manifesto teorico e la prima edizione di Luogo e Progetto[1] –, questa la scelta curatoriale compiuta da Roberta Albiero e Laura Thermes, con Teresa Ianni. È infatti nei disegni degli anni ’60-70, tracciati a china o, talvolta, vivacemente colorati, che «affiorano le idee e i temi su cui lavorerà incessantemente negli anni a seguire»[2].

Le ‘origini’ di cui il libro tratta sono però almeno due. L’origine è, in primo luogo, la formazione dell’architetto, intesa in senso ampio. Lo stesso Purini racconta gli itinerari e gli incontri cruciali della sua formazione nella lezione Verso un linguaggio, tenuta all’Iuav nel 2019, che nel testo conserva il carattere dialogico ed esortativo con cui Purini si rivolge agli studenti, ripercorrendo i maestri “conosciuti”, da Maurizio Sacripanti a Ludovico Quaroni, i maestri idealmente scelti, come Giuseppe Terragni e Louis Kahn, e l’appartenenza partecipata ad un momento storico con specifiche coordinate figurative e culturali, da Donald Judd a Noam Chomsky. Non ultimo, si sofferma sulle esperienze dei luoghi vissuti, perché l’«abitare primario – la casa dell’infanzia, la strada nella quale sorgeva, il quartiere di cui faceva parte, il paesaggio che lo circondava – sono la chiave che ci permette, anche quando siamo grandi, di conoscere non solo la città in cui siamo cresciuti come una sua forma analoga, ma anche ogni altra città»[3]

Parallelamente, il libro tratta dell’origine quale luogo metaforico di massima concentrazione dell’energia «da cogliere e rappresentare»[4]. Purini sostiene infatti la necessità di affinare la propria visione del mondo e «parlare architettura con un linguaggio che sia integralmente nostro»[5], le cui idee fondative «nascono quando siamo giovani, più precisamente tra i venti e i trent’anni»[6].

Nella costruzione del volume, i saggi introducono al mondo di un architetto importante e «controverso»[7], come sottolinea Laura Thermes, per poi lasciare il passo allo svolgimento serrato di disegni. Si aprono davanti a noi labirintiche città dalle cavità ombrose di cui gli esercizi di notazione ci svelano la grammatica, secondo quella ricerca del “grado zero”, di cui già parlava Tafuri nel 1968[8].

I disegni sono ordinati per affinità, scardinando l’ordine cronologico, per illuminare discorsi formali e temi figurativi che carsicamente riaffiorano, o si ripresentano, come continuazione di un progetto nell’altro, fino a suggerire l’esistenza di un unico grande progetto.

La progressiva rarefazione della parola a favore del disegno, cadenzata da brevi testi di Franco Purini che inchiodano i concetti chiave del suo mondo teorico, produce l’interessante sensazione che la mostra prosegua nel libro e ci conduce dentro il magma creativo che abita la mente e la mano dell’architetto. Un climax che culmina nella sezione finale, con i poetici disegni degli “archetipi”, intimi e universali assieme, dove incontriamo una casa, una strada, le stelle, il grande libro, alcuni frammenti di paesaggio, e sembra di poter afferrare lo scenario della genesi di questo linguaggio, fra i «resti straordinari degli acquedotti romani i quali, abbandonando la mitica Campagna Romana, stavano per entrare in città»[9].

Claudia Cavallo

[1] L’arco temporale suggerisce la relazione inestricabile che esiste fra la costruzione del linguaggio e la meditazione teorica di Franco Purini e, con la distanza critica di quasi cinquant’anni, consente di riflettere sull’esperienza formativa dell’architetto a posteriori.

[2] Albiero R. (2021) – “L’arte della ragione ovvero la ragione dell’arte. L’architettura didattica di Franco Purini”. In: Albiero R. (a cura di), L’invenzione di un linguaggio. Franco Purini e il tema dell’origine 1964-1976, LetteraVentidue, Siracusa, p. 11.

[3] Purini F. (2021) – “Verso un linguaggio”. In: Albiero R. (a cura di), L’invenzione di un linguaggio...op. cit., p. 39.

[4] Purini F. (2022) – Discorso sull'architettura : cinque itinerari nell'arte del costruire, Marsilio, Venezia, p. 24.

[5] Purini F. (2021) – “Verso un linguaggio”. Op. cit., p. 42.

[6] Ivi, p. 37.

[7] Thermes L. (2021) – “Un architetto controverso”. In: Albiero R. (a cura di), L’invenzione di un linguaggio…op. cit., p. 21.

[8] Tafuri M. (1968) – “Programma di fondazione grammaticale del linguaggio architettonico”, Palatino, 2, ora in: Franco Purini: le opere, gli scritti, la critica, Electa, Milano 2000, p. 239.

[9] Purini F. (2021) – “Verso un linguaggio”. Op. cit., p. 39.

A cura di: Roberta Albiero
Titolo: L’invenzione di un linguaggio. Franco Purini e il tema dell’origine 1964-1976
Lingua: italian
Editore: LetteraVentidue, Siracusa
Caratteristiche: 20x24 cm, 216 pagine, brossura, colore reproductions
ISBN: 978-88-6242-498-1
Anno: 2021