N. 71-72 (2025): Oltre la Scuola. Sperimentazioni sulla trasmissibilità dell’architettura
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La trasmissibilità dell’Architettura oltre lo stereotipo

Massimo Zammerini
"Università La Sapienza di Roma" Dipertimento di Architettura e Progetto
Biografia
zamm

Pubblicato 2026-06-22

Parole chiave

  • Trasmissibilità dell'architettura,
  • Pedagogia pubblica,
  • Stereotipo mediatico,
  • Esperienza diretta,
  • Divulgazione culturale

Come citare

Zammerini, M. (2026) «La trasmissibilità dell’Architettura oltre lo stereotipo», FAMagazine. Ricerche e progetti sull’architettura e la città. Parma, Italy, (71-72), pp. 144–154. doi: 10.12838/fam/issn2039-0491/n71-72-2025/1172.

Abstract

The Brutalist di Brady Corbet del 2024 ha suscitato un dibattito che ha dimostrato come la comunicazione sui temi dell’architettura e sui ruoli dell’architetto sia segnata da incomprensioni interne ed esterne alla disciplina. La rivoluzione industriale ha stabilito un prima e un dopo, e il giudizio sull’architettura ha portato la maggior parte dell’opinione pubblica all’equazione: antico=bello, moderno=brutto. La separazione tra edilizia e architettura ha poi ristretto gli interessi della critica su episodi eccezionali mentre le città continuano a crescere con modelli impopolari. La trasmissibilità dell’architettura deve fare i conti con gli strumenti di comprensione posseduti dalle grandi masse. Televisione e internet penetrano tutti gli strati della società. Gli stereotipi proposti dalla televisione, dai social e dalla pubblicità hanno influenzato il gusto, minando alla base anche il rapporto tra architetto e committente.

Riferimenti bibliografici

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  3. RAND A. (1943) – The Fountainhead
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