N. 66-67 (2023): La forza evocatrice dell’architettura. Progetti per un Monumento memoriale
Articoli

Paesaggio e silenzio

Andrea Valvason
Politecnico di Milano
FAM

Pubblicato 2024-08-21

Parole chiave

  • Monumento memoriale,
  • Lampedusa,
  • Paesaggio,
  • Percezione

Come citare

Valvason, A. e Facchini, N. (2024) «Paesaggio e silenzio», FAMagazine. Ricerche e progetti sull’architettura e la città. Parma, Italy, (66-67), pp. 85–98. doi: 10.12838/fam/issn2039-0491/n66-2023/1017.

Abstract

Cosa significa oggi pensare un monumento, stabilire come sia fatto e quale sia l’oggetto della sua presenza? Perché edificare luoghi della memoria per la società odierna? Quale significato assume il monumento e quali possono essere le sue modalità di espressione all’interno del mondo contemporaneo? La risposta a queste domande, attraverso il progetto, avviene allontanandosi volutamente da alcune questioni formali e figurative volte a comunicare messaggi di pietas attraverso una monumentalità ormai “stanca” e carica di pathos superficiale: è proprio attraverso l’integrazione tra arte e architettura che viene ricercata una possibile via che muove da una visione antiretorica, privilegiando la dimensione esperienziale e il meccanismo mnemonico. Due torri sorgono dai resti di un naufragio; poste al limite tra terra e mare accompagnano i visitatori in un “viaggio della memoria” che si sviluppa in una condizione di continua instabilità, evocando il ricordo di una tragica traversata del Mediterraneo.

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