N 66-67 (2023): La forza evocatrice dell’architettura. Progetti per un Monumento memoriale

Descrizione del fascicolo

A cura di Gentucca Canella

Il numero doppio 66-67, esito della call, vuole aprire una riflessione sul tema del Monumento memoriale attraverso il coinvolgimento operativo dei Dottorandi delle Scuole di Architettura in un Concorso di progettazione, con la partecipazione vincolante di uno scultore in ogni gruppo.

Ci si è chiesti, infatti, se non fosse da ritenere utile, o addirittura necessario, tanto più in una condizione di emergenza come quella attuale, tornare a soffermarsi su un tema, quello del Monumento, poco praticato nella sua memoria contestualizzata, da intendersi quindi prioritariamente nel suo rapporto tra segno e intenzione ideologica, tra elementi del comporre e tensione plastica delle arti e delle tecniche costruttive, fino a ipotizzarne un nuovo ruolo di condensatore collettivo anche interamente praticabile in tutta la sua estensione. Il progetto richiesto ai Dottorandi e agli scultori di un memoriale “celebrativo” in cinque contesti di singolare valore ideale, politico e simbolico rimette in campo, intenzionalmente, alcune costanti strutturali di impegno morale, di contenuto critico ma anche di indissolubile legame tra figurazione architettonica ed elemento scultoreo, già presenti in alcuni casi emblematici, perlopiù irrealizzati, di giovani protagonisti del secondo Novecento italiano.

D’altro canto, se è vero che compito di una rivista di architettura è anche quello di promuovere nuovi orientamenti, nuove linee di indirizzo, crediamo che il coinvolgimento in un concorso di progettazione della didattica di terzo livello possa consentire di sperimentare un’inversione di tendenza provando a rinsaldare, almeno in questo caso, la fase progettuale con la ricerca.

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